Questo sito utilizza i cookie per migliorare la tua esperienza di navigazione. Per maggiori informazioni su come utilizzare e gestire i cookie, consulta la pagina "Informativa sui cookie". Accettando acconsenti all'utilizzo di tutti i cookies di cui fa uso il sito.

LA STORIA

L’Opera Don Uva prende il nome dal suo fondatore Don Pasquale Uva. Si estende in Italia in tre sedi che da decenni si occupano dell’assistenza psichiatrica e della riabilitazione del disagio mentale: la Casa della Divina Provvidenza a Bisceglie, l’Ospedale di Santa Maria Bambina a Foggia e il Centro di riabilitazione Don Uva a Potenza. L’Opera Don Uva, presente anche in Argentina, a Paranà (Hogar Divina Providencia), è oggi anche un importante polo sanitario di riferimento per la lungodegenza, per l’assistenza agli anziani e per l’Alzheimer.

Pasquale Uva, fondatore dell’Opera, nasce a Bisceglie l’11 agosto 1883 e sin da fanciullo si dimostra sensibile verso i poveri e bisognosi. A 11 anni, scelta la via del sacerdozio, veste l’abito talare e nel 1906 viene ordinato sacerdote, una volta compiuti gli studi filosofici e teologici. Si laurea in Teologia e Diritto Canonico presso la Pontificia Università Gregoriana.

E’ proprio a Roma che leggendo un testo che parlava della vita e delle opere di Giuseppe Benedetto Cottolengo, che il giovane sacerdote è ispirato a nuovi orizzonti e decide di emulare le gesta del Cottolengo in Piemonte desiderando fortemente operare in Puglia per l’assistenza agli epilettici, paralitici, ottusi, deficienti nel corpo e nello spirito. Tornato nella città natale diviene parroco della Chiesa di Sant’Agostino e il 10 agosto del 1922, nonostante gli echi della guerra, dà vita alla Casa della Divina Provvidenza per il ricovero di “deficienti”, di coloro, cioè, ritenuti non idonei dalla società, non senza l’aiuto, però, di otto giovani fanciulle, considerate co-fondatrici dell’Opera e rappresentanti il primo nucleo della Congregazione religiosa delle Ancelle.

“Sì, dobbiamo aver fiducia nella Divina Provvidenza, ma dobbiamo anche lavorare” è ciò che continua a ripete ai suoi collaboratori “… non dobbiamo stare con le braccia incrociate rimanendo in attesa che la Divina Provvidenza ci dia da mangiare o aspettarci miracoli, dobbiamo rendere consapevoli i nostri benefattori, autorità civili ed ecclesiastiche di Roma e dell’Italia meridionale della necessità e del dovere di essere buoni cristiani…”. Nonostante le enormi difficoltà Don Pasquale Uva, sorretto dalla fede nell’azione provvidente di Dio, apre altre case: a Foggia nel 1945, a Potenza nel 1954 e a Guidonia, vicino Roma, comprendente un padiglione riservato alle sole religiose malate di mente, cosa riservata anche ai sacerdoti e agli uomini religiosi con disturbi psichici a Villa Torresina, in Palestrina, aperta dopo la sua morte che avviene il 13 settembre 1955 a Bisceglie dopo un lungo periodo di malattia.

L’Opera Don Uva nel corso della quasi centenaria attività ha raggiunto un’articolazione organizzativa finalizzata ad un approccio globale al soggetto anziano e /o portatore di handicap. Il 19 dicembre 2013, a seguito di vicende che hanno portato la Congregazione delle Ancelle della Divina provvidenza, ad uno stato di crisi, il Ministero dello Sviluppo Economico con Decreto Ministeriale ha ammesso l’Ente Ecclesiastico alla procedura di Amministrazione Straordinaria ai sensi della L. 39/2004, al fine di preservare dalla liquidazione una realtà assistenziale e scientifica di chiaro interesse nazionale che assicura servizi di eccellenza ai cittadini e di garantire la sicurezza del lavoro ai dipendenti di ogni livello occupazionale.

Il 1 ottobre 2017 l’Opera Don Uva è rilevata dal gruppo imprenditoriale Universo Salute, non nuovo all’ambiente sanitario, con l’impegno e la promessa del proseguimento della mission del Padre Fondatore Don Pasquale Uva.